CoraggiosaMente

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2008
10
Dic

Lividi

di Ilaria Ferrari



E’ una mattina di primavera, passeggi nel parco in un grande prato verde dove, come piccoli schizzi di vernice, tanti piccoli fiori multicolore fanno capolino illuminati dalla luce radente del sole, l’aria è ancora pungente ma comincia a profumarsi dopo il torpore invernale, è passato tanto tempo dall’ultima volta che hai visto tutto questo, troppo, il lavoro ti assorbe e gli anni passano troppo in fretta, ma ora sei qui e vorresti correre come fanno quei bambini laggiù, come facevi anche tu alla loro età…

Ma sì, non ti importa di cosa possa pensare la gente, al diavolo tutto, e ti metti a correre. Sì, quella che provi, che ti fa bruciare la pancia, che ti ha stampato sulla faccia quel sorriso da pubblicità del dentifricio forse si chiama felicità…

All’improvviso senza capire come e perchè vieni spinto a forza giù per un buco scuro, freddo e, pensi subito, troppo stretto perchè tu possa arrivare al fondo. Dov’era? Possibile che tu non abbia visto un buco così grosso?! Rimani a testa in giù incastrato, sgomento, spaventato a morte. Strizzi gli occhi ripetutamente ma non vedi nulla, vorresti chiamare aiuto, ma la voce è come intrappolata nella tua gola. Cerchi di dimenarti, divincolarti, ma puoi muovere solo le dita che nel frattempo hanno cominciato a formicolarti. Sbatti gli arti come i pesci che, inutilmente, sbattono la coda una volta pescati ma non ti muovi di un millimetro, lo scricchiolio che senti ti suggerisce di smettere, ma continui come un indemoniato…

Se solo fossi rimasto in ufficio, che motivo c’era di chiedere un permesso e uscire? La primavera dura mesi e potevi aspettare domani o dopo o la settimana prossima. E poi correre, ma che stupidaggine! Come ti è venuto in mente di farlo? Sei proprio una stupido, pensi, mentre la testa comincia a pulsare violentemente. e il tuo respiro già affannoso, si fa sempre più corto per la compressione del torace contro le pareti viscide…

E’ colpa tua, solo colpa tua e ora non c’è più niente da fare e rimarrai così finchè sarai più in grado di respirare. Nessuno ti tirerà fuori di qua perchè nessuno ti starà cercando. Vedi com’è la vita? Ti frega, ti tradisce quando meno te l’aspetti. Non si deve mollare la presa. “ Sempre la testa sul collo e progetti a lungo termine” diceva tuo padre” Nessuno spazio per le scemenze”. E infatti appena perdi di vista gli obiettivi, guarda cosa succede?Odi la primavera, i fiori, i prati, i bambini, tutto…

Smetti di respirare e di muoverti, l’unica soluzione è lasciarsi sprofondare giù e prima che te ne renda conto sei caduto rovinosamente sul fondo di un pozzo e stai sdraiato tutto dolorante in una pozza di fango putrido, hai la nausea, tanta voglia che qualcosa ponga fine a tutto in un modo o nell’altro, qualsiasi cosa, ma vuoi che tutto si spenga al più presto come un frullatore, premendo semplicemente il  pulsante off…

Hai freddo, talmente tanto che ora sembra un calore insopportabile, ti brucia dentro ma non riesci a muovere un dito, a emettere alcun suono. Metà faccia in giù nell’acqua limacciosa apri gli occhi e non vedi che buio, provi a fare un respiro profondo e inali quello schifo, ti viene da vomitare ma un conato ti provoca troppo dolore al torace. Ti fanno male anche le braccia, le gambe, la mascella, in realtà non c’è una parte del tuo corpo che non ti faccia male, persino i lobi delle orecchie e non pensavi potessero fare così male…

 C’è un silenzio surreale e senti che le forze ti stanno abbandonando, chissà da quanto tempo sei là sotto e a questo punto dormire è la scelta più giusta, lasciarti andare lentamente e sperare sia una cosa rapida, di freddo e senza bere, hai letto, si muore abbastanza in fretta. Chiudi gli occhi… 

Ad un tratto un rumore che conosci, una goccia d’acqua caduta dall’alto che, impattando col fango si frantuma in tanti piccoli schizzi che ti colpiscono il viso e poi un’altra e un’altra ancora, pesanti e veloci come in un temporale estivo. Da dove arrivano? Ti ricordano di quando eri piccolo d’estate in montagna e gli acquazzoni improvvisi ti divertivano e spaventavano allo stesso modo, il sorriso di tua madre e tuo fratello mentre correvate urlando, cercando un riparo sotto il tuo impermeabile rosso…

La pioggia è tiepida, pulita, la senti penetrare nei vestiti e scorrere sulla pelle come una coperta liquida che ti avvolge completamente. Deve provenire da lassù, il pensiero ti si schianta in testa come una bastonata e ti fa aprire gli occhi, scende fin qui come sei sceso tu, volti la testa di scatto verso l’alto e quasi svieni dal dolore, e con altrettanto dolore le pupille ti si stringono. Arriva un filo di luce, arriva la pioggia, come sei passato all’andata, puoi passare al ritorno…

Il fondo del pozzo si sta riempiendo lentamente d’acqua mista a fango, devi sollevarti o rischieresti di annegare in qualche centimetro di liquido, che fine stupida sarebbe? Questo no. Non fa male, non fa male, dicevano in quel film, ti ritrovi a carponi gocciolante e fai una lunga inspirazione di aria, acqua e fango che è come una coltellata in mezzo alla schiena e nel tuo respiro c’è qualcosa di gorgogliante, come acqua che bolle in una pentola. Fai una rapida analisi e la tua gamba sinistra non sembra essere nella posizione giusta, ma la destra e le braccia sono al loro posto, sono solo lividi, pensi mentre guardi verso l’alto…

I topi percorrono le tubature premendo il dorso contro la parete, almeno così ti sembra di ricordare di aver visto in un documentario, e sei in piedi mentre la pioggia continua a cadere sul fondo e ora fa il rumore di una fontana…

Le pareti sono viscide e pochi sono i punti di appoggio, ma li sfrutterai bene, non puoi sbagliare, cadere di nuovo potrebbe esserti fatale, ma no, invece ricominceresti da capo a salire e non commetteresti gli stessi errori e sei già a metà strada…

Saranno tutti preoccupati per te, saranno venuti a cercarti, devi uscire in fretta, manca l’aria lì dentro o forse è solo la foga di salire che ti taglia il respiro…

Vedi tutto dalla prospettiva di una formica, e il pensiero ti fa sorridere: le grandi gocce d’acqua che scorrono su fili d’erba sono come piccole lenti mobili e guardandoci attraverso scopri un caleidoscopio di colori e luci che cambia ad ogni istante. Colonie di piccoli insetti corrono sul terreno bagnato, c’è anche una coccinella, dicono porti fortuna, si lascia trasportare dall’acqua come fosse uno scivolo, da come sbatte le ali diresti si stia divertendo. C’è un forte profumo di terra, di erba, pollini e fiori di pesco e torta di mele, come quella che ti piace tanto ed è già un po’che non mangi. C’è il gusto dell’acqua piovana mista a qualcosa di ferroso nella tua bocca. C’è il rumore scrosciante ma delicato della pioggia sulla terra, quello gentile del vento tra le foglie degli alberi intorno, quello del tuo respiro gorgogliante lento, profondo e rassicurante…

Che meravigliosa giornata di primavera, pensi, e vorresti tanto rimetterti a correre.

 

Fin da bambina mi sono costruita nella mente questa metafora della vita e della rielaborazione della sofferenza e ogni volta che la vita stessa mi ha insegnato qualcosa, ho aggiunto un tassello alla storia.

 La vita è stupenda ma solo la conoscenza della sofferenza più profonda può renderla veramente tale davanti ai nostri occhi.

Mi piacerebbe ricevere un vostro contributo. Avete un’immagine o una metafora che per voi rappresenti la vita?

Un abbraccio

Ilaria

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6 Commenti a “Lividi”

    Sabrina scrive:

    ..per il momento ti lascio un BENTORNATA ILARIA…. ciao..


    francesca parodi scrive:

    cara amica mia, ho letto il tuo articolo e non sai quanta forza e voglia di combattere mi abbia trasmesso. tu sai che sto passando un periodo un pò buio della mia vita e la strada per uscirne sarà lunga e difficoltosa e non senza dolore ma non voglio smettere di correre.ti voglio bene e ti ringrazio. poche parole nelle quali tu saprai leggere tutto ciò che sta dietro ma che è più importante.


    Fiorella scrive:

    Cara Ilaria,come è difficile parlare della vita! Gli eventi belli e brutti ti sorprendono sempre e non si è mai sufficientemente preparati : alle cose brutte ci si ribella quasi sempre inutilmente, delle cose belle non si coglie mai tutta l’essenza….. Pertanto ogni tanto è necessario riepilogare, riassumere e facendo chiarezza si impara a cogliere il meglio della nostra esistenza . Le risorse umane sono immense, basta crederlo. Tu l’hai già imparato !!!! Baci M.F.


    favolablu scrive:

    E’ vero credetemi è accaduto di notte su di un ponte guardando l’acqua scura con la dannata voglia di fare un tuffo giù uh D’un tratto qualcuno alle mie spalle forse un angelo vestito da passante mi portò via dicendomi Così ih: Meraviglioso ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso Meraviglioso perfino il tuo dolore potrà apparire poi meraviglioso Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto: ti hanno inventato il mare eh! Tu dici non ho niente Ti sembra niente il sole! La vita l’amore Meraviglioso il bene di una donna che ama solo te meraviglioso La luce di un mattino l’abbraccio di un amico il viso di un bambino meraviglioso meraviglioso… ah!… (vocalizzato) La notte era finita e ti sentivo ancora Sapore della vita Meraviglioso Meraviglioso…. meraviglioso il bene di una donna che ama solo te meraviglioso La notte ora finita e ti sentivo ancora l’amore della vita Meraviglioso Meraviglioso…


    favolablu scrive:

    Ciao Ilaria. Da una settimana o poco più hanno diagnosticato a mia mamma, la mia adorata mamma un male incurabile alle vie biliari. e da una settimana che mi ronza nella testa questa canzone. davanti al Primario la mia voce non tremava, per quanto atroce sia il verdetto. come rassegnata alla sua fine, sconfitta silenziosa mi ritrovo a pregare: " Dio donaci la forza di affrontare questo dolore " vorrei che questi giorni fossero per lei pieni di gioia e felicità come non mai.


    Ilaria Ferrari scrive:

    “vorrei che questi giorni fossero per lei pieni di gioia e felicità come non mai”: è bellissimo quello che hai detto, fai quello che puoi perchè sia così, è la cosa più importante davvero!
    Ti abbraccio
    Ilaria


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